Una volta riassestato il paese e il talamo nuziale, ero di nuovo pronto per ampliare i miei confini, per sfamare la mia fame di potere e dissetare la mia sete di province. Mi ritrovavo di fronte a una situazione non idilliaca: al sud, nonostante la mia vittoria nell’ultima guerra, una triplice alleanza indiana che mi guardava con occhi pregni d’odio, all’est degli alleati sempre meno convinti di me, e in continua agitazione contro il Dai Viet e il Vientaine, entrate in un’alleanza tra di loro. Inoltre da poco si erano stabiliti contatti con il Khanato Chagatai a nord del mio paese, e non sembravano essere propensi a scambiarsi fiori con noi… L’unica cosa che mi faceva respirare era la Cina, con la quale continuavo ad avere ottimi rapporti. Stipulai pure un accordo commerciale con questa, sebbene in quel periodo non facevo ancora uso dei mercanti, in quanto troppo dispendiosi. Insomma, la mia situazione era quella di una nazione medio-debole, attorniata da nemici medio, medio-forti, con un’alleanza labile e pronta a rompersi in ogni momento. Fu in questo periodo che io dichiarai guerra a mezzo mondo, in continuazione J Forse non capirete, ma che ci volete fare? Sono io il Dalai Lhama. E attenti a cosa dite o prendo le cesoie!
Le cose successero così accavallate l’una con l’altra che è difficile spiegarle. A ruota, e spesso contemporaneamente, mi dichiararono guerra la triplice alleanza indiana, il Khanato Chagatai (quasi sempre quando le mie truppe erano dislocate in altre zone di guerra) e l’alleanza indocinese tra il Dai Viet e il Vientame. I miei alleati, uno ad uno, mi lasciarono e subirono il loro fato. Il Myanmar venne smembrato e inglobato al sud dall’Arakan, al nord dal regno centro indiano di Mysore, che si era alleato per una ventina d’anni con gli altri tre dell’Ave Maria indiani. Pegu e Taungu erano in balia di loro stessi e passavano da una rivolta all’altra temendo sempre l’arrivo degli indocinesi. Per conto mio credo di aver svolto egregiamente il mio sporco lavoro di re, conquistando regioni e facendo il lecchino con le nazioni più forti quando serviva. Sono sempre stato molto un uomo molto retto… fu così che, a una decina d’anni dall’ultima conquista, strappai la regione dell’Assam all’Arakan. Nel frattempo una pace con il Khanato Chagatai mi dava sollievo per qualche mese, poi l’alleanza indocinese mi attaccava, facendo leva sui permessi militari dategli dalle nazioni presenti tra i nostri confini (maledetti!!! E dire che erano miei alleati, ma l’avrebbero pagata…).
…e la pagarono J Durante una breve pace con tutti e tre i nemici principali, calai in forze verso Tangu e Pegu ke si stavano azzannando tra di loro. Tangu l’annessi completamente al mio regno, Pegu lo ridussi di una provincia, il Lampang, e la vassalizzai. Credevo con questa mossa di aver messo un po’ di pace in quella regione, ma così non fu, anzi! il Lampang e le regioni limitrofe incominciarono a rivoltarsi in continuazione, molto più di frequente rispetto alle altre regioni che, pur stufe delle continue guerre, reggevano bene il fardello. Inoltre l’alleanza Indocinese non si fece scappare l’opportunità di dichiararmi guerra per cercarmi di strapparmi le nuove regioni. Grazie a Buddha l’illuminato, un potente, anzi possente (rende più l’idea

) regno mi venne in aiuto: dopo anni passato da solo, la Cina mi chiese di entrare in un’alleanza con lei. Ovviamente dissi subito di si…. per l’Indocina furono dolori uno dopo l’altro. Non riuscimmo, né io né la Cina, a strappare loro province, ma le guerre che iniziavano finivano sempre con una pace bianca o con dei tributi monetari. Ora quindi, il problema era solo uno: la triplice alleanza indiana!
Devo ammettere che ci furono degli eventi che mi stupirono, come il Mysore, che durante una guerra combattuta in singola contro di me era ormai avantaggiato nei miei confronti, beh non ci crederete ma un bel giorno mi trovai davanti un ambasciatore di quel regno che mi chiedeva, anzi m’implorava la pace, dandomi in regalo la ricca (NdA si fa per dire…) provincia dello Shan, poco a nord di Lampang, al confine con la Cina. Questo mi permise di avere una continuità tra il mio regno e le nuove province, che fino ad allora si trovavano isolate e abbandonate a se stesse.
Il Khanato Chagatai poi, erano anni che non si faceva più sentire, mi sorprese… fino a un certo punto, quando venni a scoprire che era alle prese con un suo vicino dell’occidente. Avrei potuto cercare di sottometterlo, sfruttando questo suo momento di difficoltà, ma le mie casse nitrivano tanto erano vuote, la mia stabilità alle stalle e l’inflazione galoppava. Mmh, che voglia di giocare al totip…
Beh, che io volessi o meno la pace, di certo non la volevano i miei nemici. Il Bengala mi dichiarò guerra seguito dal solito Arakan e dal solito sultanato di Delhi. Oramai odiavo persino il nome di questi regni. Non starò lì a dilungarmi raccontandovi di come la mia maestrìa bellica sia riuscita non solo a difendermi, ma anche a sconfiggere questa alleanza più e più volte. In effetti ancora adesso mi domando come caspita ci sia riuscito… in un primo momento feci pace con il Bengala strappandogli la regione di Howrath, nota per i suoi mille scioglilingua, e continuai la guerra con l’Arakan. Seguì un periodo in cui ero in pace anche con l’Arakan ma non con Delhi, così la guerra continuava, inoltre mi dichiarò guerra anche il piccolo stato indiano di Orissa che, poverino, finì in men che non si dica a metà dei suoi possedimenti e vassallato a vita, infine Delhi si accordò per una pace bianca proprio quando il Bengala e l’Arakan riririridisotterarono l’ascia di guerra. Tutto semplice, no?
Questa doveva essere l’ultima guerra contro la Triplice Alleanza: non ce la facevo davvero più ad andare avanti in quel modo, se avessi continuato a strappare una misera provincia per volta a ogni regno che mi dichiarava guerra, sarei rimasto scottato dalle ribellioni… Così decisi: indebitandomi come pochi Dalai Lhama avevano fatto prima, schierai un esercito di tutto rispetto sulle frontiere e marciai verso l’Arakan e il Bengala. Non vi voglio mentire, fu una guerra tremenda, molte volte fui sul punto di abdicare (NdA leggi reloadare

), ma che caspita! Quando un Re si prende un impegno è un impegno, no? Così, in circa dodici anni di guerra, riuscii finalmente ad assoggettare l’Arakan e il Bengala, ridotti a una singola provincia a testa. Facevano ancora parte della Triplice Alleanza, ma ora solo il sultanato di Delhi era grande abbastanza per farmi ancora paura. E me ne faceva, oh se me ne faceva….
Scena Delta: aggiungi un posto a tavola….
“Eminenza, è tutto pronto” disse un ufficiale inchinandosi al suo Dalai Lhama.
“Molto bene” disse questi “potete procedere”. Si trovavano nella piazza centrale della capitale del Raipur, una provincia tibetana al confine con il sultanato di Delhi. Orde di persone venivano trattenute lungo i bordi della piazza dai soldati bonzi, gridando contro il Dalai Lhama. L’ufficiale fece segno ai manovali che si trovavano in mezzo alla strada, davanti a un grande telo che copriva una costruzione recente. Tirarono le corde che tenevano il telo, facendo scoprire quello che teneva nascosto. D’un tratto la popolazione intera ammutolì di colpo. Il Dalai Lhama sorrise, raggiunse i manovali in mezzo alla piazza e assaporò quel momento. Infine disse
“Popolo di Raipur! Capisco che voi mi vediate come un re straniero… e sinceramente non m’importa niente! Voi cambierete religione e diverrete miei sudditi, volenti o nolenti. E in quanto alle vostre vacche sacre, ecco che fine faranno…”. Si allontanò, scortato dalle guardie, mentre la folla si disperderva triste e disperata. Dalla costruzione uscì una persona, appese un cartello con su scritto “aperto” alla porta e rientrò. In alto, toccata dal sole cocente di luglio, un’insegna giallo rossa risplendeva maestosa, con le sue grandi e leggibili lettere… Mc Donald’s….